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Madre e figlia avvelenate con ricina: "Collassate davanti a me"
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Madre e figlia avvelenate con la ricina: “Collassate davanti ai miei occhi”, il racconto

madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella

Nuovi dettagli sul decesso di madre e figlia avvelenate con la ricina. Cosa ha raccontato il primario della Rianimazione.

Dopo lo sfogo dei giorni scorsi da parte di Gianni Di Vita, marito e padre di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, ovvero madre e figlia avvelenate con la ricina e morte a Pietracatella, ecco emergere altri dettagli. In particolare, secondo quanto appreso da Fanpage.it, il racconto di quanto successo da parte del primario della Rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

corridoio in ospedale

Madre e figlia avvelenate con ricina: come sono morte

“Non avevo mai visto le condizioni di due persone precipitare così repentinamente”. È quanto avrebbe riferito Vincenzo Cuzzone, primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, agli agenti della Questura che lo hanno ascoltato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita. Le dichiarazioni, riportate da Fanpage.it sulla base di fonti vicine all’indagine, hanno descritto il rapido peggioramento delle condizioni delle due donne, avvelenate con la ricina nei giorni immediatamente successivi al Natale.

La ricostruzione e le responsabilità

Madre e figlia, entrambe originarie di Pietracatella, erano arrivate al pronto soccorso del Cardarelli il 26 dicembre. Nonostante il ricovero, per entrambe il quadro clinico si è aggravato fino al decesso, avvenuto dopo diverse ore trascorse nel reparto di Rianimazione. Sarebbe stato proprio davanti agli occhi del primario che le condizioni delle due pazienti sarebbero precipitate, fino al “collasso” descritto dallo stesso medico durante l’audizione con gli investigatori.

Quello di Cuzzone rappresenta un passaggio nell’inchiesta che sta cercando di ricostruire quanto accaduto alle due vittime. Il fascicolo si sviluppa lungo due direttrici distinte. Da una parte c’è l’ipotesi di omicidio colposo legata a eventuali responsabilità mediche nella gestione dei casi; dall’altra, il filone relativo all’avvelenamento premeditato, che punta a individuare chi abbia somministrato la sostanza letale.

È soprattutto quest’ultimo aspetto a concentrare l’attenzione pubblica: gli investigatori stanno cercando di risalire al responsabile, che al momento resta sconosciuto, ricostruendo anche le circostanze della vita delle due donne.

Sul fronte delle possibili responsabilità sanitarie, intanto, arriva la presa di posizione della difesa di uno dei medici indagati. “Francamente, trovo sorprendente che oggi ancora si stia tentando di agitare qualche granello di responsabilità a carico dei medici”, ha dichiarato a Fanpage.it l’avvocato Pietro Terminiello. Il legale ha contestato con fermezza questa prospettiva, definendo le conclusioni finora prospettate “irragionevoli e prive di senso logico”. L’indagine prosegue dunque su entrambi i fronti, mentre rimane aperta la ricerca di chi ha provocato la morte di Antonella e Sara.

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ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2026 12:53

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